2008
La responsabilità degli scienziati PDF Stampa

La responsabilità degli scienziati


Prof.Francesco Lenci  - Consiglio Nazionale  Ricerche- Pisa
Prof. Francesco Calogero – Università di Roma “La Sapienza”

Gli scienziati – anche se direttamente responsabili di sviluppi tecnologici aventi grande impatto politico – non hanno alcun particolare titolo ad influenzare le decisioni relative a questi sviluppi, che in un regime democratico è giusto siano esclusiva responsabilità dei rappresentanti politici scelti dai cittadini.
Le specifiche competenze degli scienziati debbono giocare un ruolo importante in tutte le decisioni relative ad importanti sviluppi connessi alle loro ricerche. Ambedue queste tesi hanno elementi di validità, sicchè è importante analizzare in che misura sono contrapposte/compatibili – per esempio a proposito delle armi nucleari.

Francesco Lenci è Dirigente di ricerca all’ Istituto di Biofisica del CNR della sezione di Pisa. Insieme a vari gruppi di ricerca , si occupa delle studio di fotoricezione e transduzione sensoriale nei microrganismi, effetti biologici della radiazione UV e molecole biologiche fotoattivate.
È membro della Unione scienziati per il disarmo - USPID

Francesco Calogero è professore di Fisica Teorica all’Università di Roma “La Sapienza”. Dal 1989 al 1997 è  stato Segretario Generale delle Conferenze Pugwash su Scienza e Questioni Mondiali, ed in tale veste ha ritirato ad Oslo, il 10 dicembre 1995, il Premio Nobel per la Pace assegnato in due parti uguali a Joseph Rotblat ed al Pugwash "per i loro sforzi volti a diminuire il ruolo giocato dalle armi nucleari nella politica internazionale e, nel lungo periodo, per eliminare tali armi".
 
Logistica a Livorno PDF Stampa

Logistica a Livorno

    
Lunedì 20 Ottobre, ore 21.15
presso il locale Le Barrique in via Buia
sorseggiando un caffè o una birra ne discutiamo con l’aiuto di:
     
Prof. Franco Turini - Prof.ssa Giovanna Colombini - Dott.ssa Darya Majidi          
 
Una delle vocazioni naturali di Livorno è la movimentazione di merci e persone. Per realizzare al meglio questa vocazione è necessario che la città e gli imprenditori che operano nel settore aumentino il loro livello di capacità di innovazione nel settore della logistica, che sempre di più sta diventando un settore multidisciplinare dove conoscenze economiche, legali, informatiche e gestionali debbono essere integrate per la soluzione dei problemi. La serata sarà dedicata a discutere questi temi da tutti i punti di vista.

La Prof.ssa Colombini, Assessore con delega ai Rapporti con l’Università e la Ricerca, ci offrirà il punto di vista dell’Amministrazione comunale e dell’impegno dell’Università a costruire percorsi didattici finalizzati allo scopo.

La Dott.ssa Majidi, Vice Presidente di Confindustria Livorno, ci offrirà il punto di vista degli imprenditori in generale e di chi produce innovazione tecnologica nel campo della logistica.
 
Cambiamenti climatici e globalizzazione economica PDF Stampa

Cambiamenti climatici e globalizzazione economica


Prof Giampiero Maracchi
- Istituto di Biometeorologia CNR, Firenze

E’ noto che l’uso crescente di combustibili fossili, attraverso i prodotti della loro combustione come l’anidride carbonica, porta all’alterazione degli equilibri climatici. La risposta che si è cercato di dare, oltre al monitoraggio di questi prodotti gassosi, è stato la formulazione di criteri e norme che dettano i limiti entro i quali contenere tali sostanze. La risposta si è basata su un approccio quasi esclusivamente tecnologico coerente con il modello di economia industriale di Kyoto. Movimenti ambientalisti hanno portato l’attenzione su una serie di misure da prendere per rendere lo sviluppo sostenibile. Tuttavia il termine sviluppo richiama il principio di base di tutte le economie dei paesi industrializzati, che è quello dell’incremento del prodotto interno lordo di una economia che è sostanzialmente basata sui consumi che aumentando, farebbero aumentare il benessere. Esiste la necessità di definire meglio il concetto di benessere quanto meno di non ridurlo solamente ad indicatori di tipo economico finanziario ma anche ad aspetti che rendano la vita più piacevole come soddisfazione del lavoro, tempo dedicato a se stessi ed ai propri interessi, il soddisfacimento di esigenze di tipo culturale.
 
La Scimmia Musicale PDF Stampa

La Scimmia Musicale

Ipotesi sull’origine della musica

Martedì 24 giugno,  ore 21.15 presso il locale Le Barrique in via Buia
sorseggiando un caffè o una birra ne discutiamo con l’aiuto di:

Marco Lenzi - compositore e musicologo

L’ospite sarà presentato da Emiliano Carnieri, del Caffè della Scienza

La musica e la danza sono presenti in tutte le culture umane. I primi strumenti umani conosciuti risalgono a circa 30.000 anni fa: la musica ha da sempre accompagnato la storia dell’umanità. Tuttavia, pur essendo uno dei tratti distintivi della nostra specie gli esperti del settore hanno raramente affrontato la questione della sua origine. Per molti la musica è solamente un’attività ludica, una semplice e casuale conseguenza dell’evoluzione tecnologica. In realtà, solo un approccio interdisciplinare di questo affascinante fenomeno permetterà probabilmente di formulare un’ipotesi complessiva sulla storia naturale della musica.
 
Autonomia della ricerca scientifica e condizionamento della politica PDF Stampa

Autonomia della ricerca scientifica e condizionamento della politica

Giovedì 15 maggio 2008 alle 21.15 a Le Barrique in V. Buia
sorseggiando un caffè o una birra ne discutiamo con:
Marcello Buiatti – genetica Univ. Firenze Pres.Ass. Ambiente e lavoro
Rino Falcone – CNR Roma Cons. Scient. Min. Università e Ricerca
ospitati per il Caffè della Scienza da Marcello Lenzi


Che la politica, intesa come l’insieme dei meccanismi e dei rapporti attraverso i quali si esercita il potere, abbia da sempre influenzato la ricerca scientifica e le sue applicazioni è un fatto (Archimede e i suoi specchi ustori, per quanto avvolti nel mito, ne sono un esempio).Tuttavia nel secolo appena trascorso questo è diventato particolarmente evidente a partire almeno dagli studi di Marconi e dal Progetto Manhattan per la bomba atomica. Ma è negli ultimi 50 anni, con la guerra fredda da un lato, con la crescita esponenziale dei finanziamenti richiesti da progetti sempre più costosi e con la iperspecializzazione indispensabile a stare in gara a livello internazionale dall’altro, che gli interessi dei soggetti economici e militari e dunque politici sono diventati talmente rilevanti che davvero l’immagine romantica dello scienziato alla Darwin, che da solo nel chiuso della sua casa impiega più di trent’anni prima di pubblicare gli esiti della sua
ricerca, appartiene ormai ad un mondo definitivamente scomparso.

Oggi è la cosiddetta Big Science che consente i progressi che sono sotto i nostri occhi e questodetermina la inevitabile dipendenza della ricerca dal sostegno dell’apparato conomico-militare e del ceto politico-governativo con conseguenze pesanti sulla presunta libertà della Scienza.

 

Iniziativa inserita nella Primavera della Scienza a Livorno Aprile / Giugno 2008

 

 
Fede e razionalità scientifica PDF Stampa
Lunedì 26 maggio 2008 alle ore 21,15 presso La Bottega del Caffè in Viale Caprera 35

Fede e razionalità scientifica

Cellule staminali, accanimento terapeutico, testamento biologico, procreazione assistita, aborto; ma anche ogm, robotica, clonazione, e ancora estinzioni di specie provocate dall’uomo e supersfruttamento delle risorse, delle fonti energetiche e dei beni comuni e molti altri problemi pongono interrogativi a cui si deve rispondere per il bene delle società umane presenti e future e degli altri esseri viventi che popolano il Pianeta. Le risposte da dare comportano scelte economiche, politiche e sociali di grande rilevanza che si basano su scale di valori spesso diverse ed in conflitto. In tutto il Mondo, ma in particolare nel nostro Paese, si sono spesso scontrati i punti di vista delle scienze , delle filosofie e delle religioni anche se il tempo ha spesso sanato conflitti che sembravano inconciliabili.

Eppure ancora scontri e accuse reciproche sono alla ribalta della cronaca. Relativismo e integralismo, contrapposizione, o riconoscimento reciproco delle specificità del sapere scientifico e di quello religioso? L’autonomia e responsabilità degli scienziati e di chi
applica le conoscenze scientifiche bastano per salvaguardare il Pianeta e i viventi e le scelte etiche che presiedono comunque al controllo delle opere individuali e collettive degli esseri umani su quali principi devono essere fondate? E’ auspicabile e possibile trovare un terreno di discussione positiva su questi temi fra fede e razionalità scientifica tenendo conto che religioni e scienze hanno fondamenti e posizioni variegate fra di loro ed al loro interno?
Accolti per il Caffè della Scienza da
Marcello Buiatti genetista - Univ. Firenze
ci aiuteranno a capirne di più
Marcello Cini fisico - Univ.La Sapienza Roma
Franco Giorgi neuroscienziato di religione cattolica - Univ. Pisa
Giuseppe Laras docente di filosofia ebraica - Univ Milano

 
Eva nel mito e nella realtà PDF Stampa

“Eva nel mito e nella realtà”

Lunedì 21 aprile alle 21.15 presso Le Barrique in via Buia
davanti a un caffè o una birra ne discutiamo con l’aiuto di:

Prof. Bianca Isolani,  ScientiArs – CIBM
Dott. Emiliano Carnieri,  Caffè della Scienza - Museo di Storia Naturale del Mediterraneo


Tutti i popoli della Terra hanno elaborato miti per spiegare e giustificare la nostra esistenza, non solo individuale ma anche collettiva. Il mito più famoso, che peraltro non è denominato mito nella nostra società, è quello di Adamo ed Eva. In realtà la storia della coppia originaria è molto recente rispetto alla storia evolutiva della nostra specie. In una società razionalista, come la nostra, l’Eva della Bibbia tende ad essere sostituita dall’Eva mitocondriale.

Tuttavia, il rischio è che un mito antico venga sostituito con un mito recente, ovvero un dogma religioso possa appoggiarsi su un “dogma” scientifico.
L’importanza del mito, come metafora affonda le radici nel problema della libertà di coscienza, concetto fondamentale nella nostra società.

 
La nascita dell’Universo PDF Stampa

La nascita dell’Universo

Martedì 11 Marzo,  ore 21,15, Le Barrique, Via Buia 10
sorseggiando un caffè o una birra ne discutiamo con l’aiuto di:

Riccardo Barbieri e Mario Vietri, Scuola Normale Superiore
Rino Castaldi, Direttore della Sezione INFN di Pisa
Carlo Bradaschia, Dirigente di Ricerca, EGO/VIRGO
 
Per il Caffè della Scienza gli ospiti saranno presentati da Francesco Pagni, Gruppo Energia

Con questo incontro il Caffè della Scienza ha il piacere di invitare Ricercatori e Professori di levatura internazionale ad illustrarci gli aspetti fisici della Nascita dell’ Universo.

Riccardo Barbieri e Mario Vietri (entrambi Professori Ordinari della Scuola Normale Superiore)  presenteranno e discuteranno gli aspetti principali e gli interrogativi della moderna cosmologia: energia, materia, gravitazione, spazio/tempo ed altri argomenti ancora.

Sarà quindi la volta di due Sperimentali.
Rino Castaldi partecipa all’ esperimento Compact Muon Solenoid presso il Large Hadron Collider del CERN (Ginevra). Se è vero che l’universo è nato da un grumo d’energia, l’acceleratore di Adroni più potente mai realizzato dovrebbe essere in grado di focalizzare tanta energia da poter riprodurre i primi istanti di vita dell’ Universo. Castaldi ci illustrerà le apparecchiature ed i risultati attesi.
Carlo Bradaschia partecipa alle attività dell’ Osservatorio Gravitazionale Europeo, progetto Virgo (EGO/Virgo). La gravitazione è una forza poco conosciuta. L’ EGO/Virgo è un vistoso dispositivo sperimantale, sito a sud di Pisa, che sarà in grado di individuare le onde gravitazionali e verificare se Einstein ha avuto ragione anche questa volta.
 
BENI COMUNI: QUALI POLITICHE GLOBALI E LOCALI PDF Stampa

BENI COMUNI: QUALI POLITICHE GLOBALI E LOCALI


Martedì 25 febbraio, ore 21.15 presso il locale Le Barrique in via Buia
sorseggiando un caffè o una birra ne discutiamo con l’aiuto di:

Giorgio Gallo, Dipartimento di Informatica, Università di Pisa
Marco Della Pina, Dipartimento di Storia, Università di Pisa

Gli ospiti saranno presentati da
Franco Turini, Presidente del Caffè della Scienza

Il concetto di “bene comune” si può declinare in diversi modi a seconda dell'ambito in cui lo si usa. In economia, ad esempio, si parla di beni comuni o pubblici con riferimento a quei beni che hanno le proprietà di “non escludibilità” (nessuno può essere escluso dal loro uso) e di “non sottraibilità” (l'uso che un singolo ne fa non  riduce la possibilità di altri di usarne). Tra questi si citano spesso l'aria, la difesa nazionale, i programmi della radio, etc.
In realtà non esiste nessun bene che goda in modo perfetto di queste  proprietà. Tuttavia esistono dei beni che, per le loro caratteristiche, per il modo con cui vengono prodotti e per il loro ruolo nella vita umana, possono essere considerati come patrimonio comune dell'umanità, e quindi tali che nessuno possa legittimamente  appropriarsene, escludendo altri dal loro uso.
Oggi, sotto la spinta dei nuovi problemi ambientali e sociali  generati dai processi di sviluppo industriale e di globalizzazione economica (dal riscaldamento globale alla privatizzazione dei servizi pubblici) appaiono rilevanti temi come l'acqua, recentemente oggetto in alcuni paesi di vere e  proprie sommosse popolari, l’energia, le conoscenze scientifiche, il patrimonio genetico.  
La discussione verterà sulle problematiche, pratiche e teoriche, che nascono dall'esistenza e dalla gestione dei beni comuni naturali e sociali, cercando di evidenziare  forme e contenuti delle politiche, sia globali che locali, che possono garantire un loro corretto uso, cioè un uso che consenta a tutti di usufruirne nel presente e nel futuro.
 
Blade runner mito e realtà PDF Stampa

Blade runner mito e realtà

La sfida che il progresso della robotica pone all’etica

Lunedì 14 gennaio alle 21.15 - Le Barrique in via Buia 10

Paolo Dario Direttore Polo Sant'Anna Valdera
Giuseppe O. Longo Teoria dell’informazione Univ. Trieste
Gianmarco Veruggio Robotlab CNR Genova
Saranno gli ospiti presentati da Marcello Lenzi per il Caffè della Scienza

Il robot, unione di mente e di corpo sintetici, rappresenta l'ultima versione del nostro tentativo plurisecolare di costruire l'uomo artificiale La somiglianza sempre più spinta tra robot e uomo, che si estende alle capacità cognitive, all'autonomia e in prospettiva anche alle emozioni e forse alla coscienza, pone interrogativi inquietanti.
Si aprono scenari che la fantascienza ha solo immaginato ma che oggi sono già presenti
anche se in forme ancora iniziali e non per questo meno appariscenti. Da atleti amputati che grazie a protesi “intelligenti” gareggiano con i sani (ma è poi questa la parola giusta?) a
noleggiatori di robot di “piacere”, da robot chirurghi, già nelle nostre sale operatorie ad
esploratori in zone letali per l’uomo. E’ da escludere il prossimo impiego in guerra in cui eserciti di robot potrebbero sterminare moltissimi nemici, purtroppo umani? Sarà possibile il rispetto sempre e comunque delle famose leggi di Asimov?
Dovremo ben presto abituarci ad interagire con macchine capaci, come noi, di fare delle
scelte: macchine capaci di aiutarci ma anche di sostituirci. I robot ci potranno custodire 24 ore su 24 ma come proteggeremo la nostra privacy? E d’altra parte quando i robot avranno capacità cognitive ed emotive che li renderanno “umani”come potremo rapportarci a loro secondo un’etica umana?......”Ho visto cose che voi umani….”con questa frase si concludeva Blade runner Che cosa potremo rispondere ora che la fantasia sta lasciando il posto alla realtà? La robotica modificherà l'uomo stesso non solo fisicamente? E ancora: lo obbligherà a rivedere un’altra volta le più antiche convinzioni sull’anima (laicamente intesa) dopo che la storia lo ha costretto a riconoscerne la presenza prima negli schiavi poi nelle donne infine nei pellerossa e nei negri ed oggi c’è chi non la esclude nei mammiferi superiori?